Le cose vanno sempre guardate da punti di vista diversi per farsi un’idea completa. La frase stessa non tutto il male viene per nuocere da un ampio esempio di questo. Ho deciso quindi di provare a guardare sotto un’altra luce Facebook.
Intanto partiamo con la confessione che mio fratello si è iscritto a FB. La cosa inizialmente non mi ha entusiasmato gran che, ma poi non ho potuto che approvare visto l’uso che né fa. La domanda da farsi è quindi perche si è iscritto a FB e non ad altre cose tipo MSN o Gmail etc etc.
Iniziamo col dire che trattandosi di un universitario con amici reali e sparsi, per poterli raggiungere ha bisogno di un mezzo di comunicazione efficiente e a basso costo. La scelta di FB come mezzo di comunicazione è spiegabile per la grande risonanza che i media danno a questo socialnetwork. Siamo quindi alla presenza di un ottimo software per abbattere le distanze.
Continuo però a criticare l’eccessivo uso di FB con amici che stanno a 4 passi da casa perche lo ritengo un ammazza conversazioni reali.
Comunque rimane che FB non può che portare giovamento a mio fratello, come porta soluzione ad una mia carissima amica che avendo problemi economici ed un cane che necessità un intervento urgente ha organizzato una colletta. Con mia e sua sorpresa la raccolta di denaro ha avuto successo ed il cane adesso è in recupero.
FB è un potentissimo mezzo, come lo è la tv, ma spesso se non lo si usa correttamente. Impiegarlo per farsi gli affari altrui è come attaccare l’aratro dietro ad una Ferrari e darsi all’agricoltura. Ribadisco che non è il mezzo il colpevole ma l’uso che se ne fa, se provassimo a dare un PC all’uomo di Neanderthal che ne farebbe?
P.S. Io le promesse le mantengo sempre….:-p
mercoledì 7 aprile 2010
giovedì 25 febbraio 2010
Istruzioni Per L'Uso
Nella vita maschile da single ci sono degli indubbi vantaggi. Basta un paio di scarpe per uscire ed uno da ginnastica se giochiamo a calcetto o pratichiamo uno sport diverso dal bere. Abbiamo qualche boxer decennale, che se dovessimo vendere metteremmo come usato garantito. Facciamo qualche doccia sporadica, dettata da esigenze di civiltà più che altro e siamo liberi di abbandonarci a tutte le forme conosciute “dell’emettere aria “. Queste sono poche delle tante caratteristiche che esprimono la nostra totale libertà.
Quando in questo mondo quasi perfetto, se escludiamo i tormenti notturni dovuti alla mancanza dell’altro sesso, arriva una donna come ci si comporta?
Inutile dire che l’avvento di una compagna comporta una rivoluzione nella nostra vita, ma altresì non possiamo comunque reprimere la nostra “essenza”.
Dunque vanno dimenticati i nostri cari boxer stagionati e l’unico paio di scarpe. Lei ci costringerà a lavarci più spesso visto che altrimenti non ci fa avvicinare. Queste sono tutte cose che possiamo con un piccolo sforzo fare, ma per quanto riguarda le varie modalità di “emettere aria” come fare?
Il poter dar sfogo alla propria essenza è una condizione indispensabile per il nostro essere noi e in qualche maniera va preservato, anche perche è impossibile evitarlo. Il problema si acuisce sopratutto se si vive a stretto contatto.
Nel caso in cui ci si frequenta da fidanzati il problema non è impossibile da risolvere, basta aspettare di essere soli. Questo spiega perche i ragazzi dopo aver riaccompagnato la ragazza si fanno un giro prima di tornare a casa o magari si riuniscono ad altri per farlo in compagnia.
Nel caso di convivenza o matrimonio la cosa si fa seria. Si potrebbe pensare di crearsi una stanza “dell’Hobby”. In questo tipo di stanze le donne mettono poco piede, visto che sono piene di attrezzi che servono a coltivare la nostra passione. Questo quindi sarebbe il luogo ideale nel quale dare libero sfogo al nostro essere senza eccedere nel rumore ovviamente.
Nel caso la nostra partner entrasse in tale stanza e sentisse uno sgradevole odore, potremmo dare la colpa alle vernici che stiamo usando per il nostro Hobby.
Cosa fare quando la peggiore modalità dell’emettere DEVE avvenire sotto le lenzuola del letto in presenza di lei?
Scendere ed andare in bagno è fuori discussione…troppa fatica e se è inverno fa pure freddo. Non resta quindi che condividere un po’ del nostro essere uomini con la nostra consorte e sperare che non se ne abbia troppo a male, ma comunque conviene mangiare leggero la sera…
Quando in questo mondo quasi perfetto, se escludiamo i tormenti notturni dovuti alla mancanza dell’altro sesso, arriva una donna come ci si comporta?
Inutile dire che l’avvento di una compagna comporta una rivoluzione nella nostra vita, ma altresì non possiamo comunque reprimere la nostra “essenza”.
Dunque vanno dimenticati i nostri cari boxer stagionati e l’unico paio di scarpe. Lei ci costringerà a lavarci più spesso visto che altrimenti non ci fa avvicinare. Queste sono tutte cose che possiamo con un piccolo sforzo fare, ma per quanto riguarda le varie modalità di “emettere aria” come fare?
Il poter dar sfogo alla propria essenza è una condizione indispensabile per il nostro essere noi e in qualche maniera va preservato, anche perche è impossibile evitarlo. Il problema si acuisce sopratutto se si vive a stretto contatto.
Nel caso in cui ci si frequenta da fidanzati il problema non è impossibile da risolvere, basta aspettare di essere soli. Questo spiega perche i ragazzi dopo aver riaccompagnato la ragazza si fanno un giro prima di tornare a casa o magari si riuniscono ad altri per farlo in compagnia.
Nel caso di convivenza o matrimonio la cosa si fa seria. Si potrebbe pensare di crearsi una stanza “dell’Hobby”. In questo tipo di stanze le donne mettono poco piede, visto che sono piene di attrezzi che servono a coltivare la nostra passione. Questo quindi sarebbe il luogo ideale nel quale dare libero sfogo al nostro essere senza eccedere nel rumore ovviamente.
Nel caso la nostra partner entrasse in tale stanza e sentisse uno sgradevole odore, potremmo dare la colpa alle vernici che stiamo usando per il nostro Hobby.
Cosa fare quando la peggiore modalità dell’emettere DEVE avvenire sotto le lenzuola del letto in presenza di lei?
Scendere ed andare in bagno è fuori discussione…troppa fatica e se è inverno fa pure freddo. Non resta quindi che condividere un po’ del nostro essere uomini con la nostra consorte e sperare che non se ne abbia troppo a male, ma comunque conviene mangiare leggero la sera…
mercoledì 3 febbraio 2010
Il Paese Di Star Trek
Ci sono dei lavori che noi Italiani non vogliamo più fare. Non mi chiedete quali, ma cosi dicono in tv. Vogliamo mettere in discussione quello che dice la TV? Ecco… appunto .
Quindi questi lavori chi li fa?
LI fa “l’immingrato”. Si perche “l’immingrato” è più duttile è abituato ecco. In Italia quindi accogliamo gli “immingrati” che fanno i lavori che noi ricchi e annoiati italiani non vogliamo più fare. E siccome nel loro paese la maggior parte di loro viveva nelle capanne con poca acqua potabile e scarse condizioni igieniche, noi per farli sentire a proprio agio gli ricreiamo perfettamente il loro habitat.
Che accoglienza, a volte mi sento un po’ nel paese di Star Trek con le varie civiltà sulle quali non si interferisce per non rovinare gli equilibri. Voglio dire, vi pare che accogliamo “l’immingrato “e lo facciamo diventare nostro vicino di casa? Ma noooo. Lo teniamo in una capanna e gli facciamo fare i lavori che noi non vogliamo fare e gli diamo un’elemosina. D’altronde visto lo stile di vita e il fatto che non ha bollette da pagare, “l’immingrato” non ha bisogno di soldi.
Noi italiani svogliati con le nostre bollette etc etc., perche non ci vogliamo adattare a vivere cosi?
Bisogna dire che un po’ li abbiamo integrati con le nostre tradizioni eh…tipo il caporalato.
C’è il caporale che passa a prenderli ogni mattina e li porta a lavorare nei campi dove vengono uccisi e seppelliti se si ribellano. In Puglia ne sanno qualcosa e ne sanno qualcosa quelle povere famiglie che chiedono notizie dei loro cari all’Italia.
Mi chiedo a questo punto se con la globalizzazione si intende che i paesi poveri facciano un passo avanti o quelli ricchi un passo indietro?
Sta cosa mi sfugge…
Quindi questi lavori chi li fa?
LI fa “l’immingrato”. Si perche “l’immingrato” è più duttile è abituato ecco. In Italia quindi accogliamo gli “immingrati” che fanno i lavori che noi ricchi e annoiati italiani non vogliamo più fare. E siccome nel loro paese la maggior parte di loro viveva nelle capanne con poca acqua potabile e scarse condizioni igieniche, noi per farli sentire a proprio agio gli ricreiamo perfettamente il loro habitat.
Che accoglienza, a volte mi sento un po’ nel paese di Star Trek con le varie civiltà sulle quali non si interferisce per non rovinare gli equilibri. Voglio dire, vi pare che accogliamo “l’immingrato “e lo facciamo diventare nostro vicino di casa? Ma noooo. Lo teniamo in una capanna e gli facciamo fare i lavori che noi non vogliamo fare e gli diamo un’elemosina. D’altronde visto lo stile di vita e il fatto che non ha bollette da pagare, “l’immingrato” non ha bisogno di soldi.
Noi italiani svogliati con le nostre bollette etc etc., perche non ci vogliamo adattare a vivere cosi?
Bisogna dire che un po’ li abbiamo integrati con le nostre tradizioni eh…tipo il caporalato.
C’è il caporale che passa a prenderli ogni mattina e li porta a lavorare nei campi dove vengono uccisi e seppelliti se si ribellano. In Puglia ne sanno qualcosa e ne sanno qualcosa quelle povere famiglie che chiedono notizie dei loro cari all’Italia.
Mi chiedo a questo punto se con la globalizzazione si intende che i paesi poveri facciano un passo avanti o quelli ricchi un passo indietro?
Sta cosa mi sfugge…
domenica 10 gennaio 2010
Auguri Auguri Auguri

Voglio iniziare l'anno con un sorriso, grazie a questa simpatica equazione matematica. Anche perche quest'anno Quinto1 ha deciso di smettere di navigare e mettere ancora in porto e cosi pare stia facendo anche il Marchese De Sade. Ad entrambi vanno i miei migliori auguri.
sabato 19 dicembre 2009
Lettera A Babbo Natale

Caro babbo natale vorrei che:
1° Obama la smettesse di fare lo showman e facesse qualcosa di concreto, visto che alla conferenza per il clima non ha concluso niente e che l’Iran gli sta fabbricando la bomba atomica sotto il naso.
2° Vorrei che la bolla finanziaria che in questo momento è più grande della precedente esplodesse, mandando Wall Street alla bancarotta e che i prossimi soldi fossero impiegati per dare un tetto agli americani che vivono nelle tende.
3° Vorrei che per l’Africa si facesse qualcosa di concreto invece di fare concerti e aste di beneficienza dai ricavati con dubbia destinazione.
P.S. Tranne George Weah che con i suoi soldi è tornato in patria a dare una mano non conosco molti altri benefattori. http://it.wikipedia.org/wiki/George_Weah
4° Vorrei in Italia un costruttore di auto straniero e vorrei che l’Alfa fosse venduta.
5° Vorrei che chi scende in piazza a manifestare per un aumento contrattuale avendo un posto sicuro e una posizione di tutto rispetto si vergognasse un po’.
6° Vorrei qualche pseudo politico, assessore, dirigente sanitario in meno e qualche scuola e asilo nido in più.
7° Vorrei un assegno di disoccupazione per tutti, in modo da permettere di sputare in faccia a chi offre lavoro per poche centinaia di euro.
8° Vorrei che tutti voi che siete arrivati a leggere fin qui, passaste un felice e sereno Natale. Auguri!!!
1° Obama la smettesse di fare lo showman e facesse qualcosa di concreto, visto che alla conferenza per il clima non ha concluso niente e che l’Iran gli sta fabbricando la bomba atomica sotto il naso.
2° Vorrei che la bolla finanziaria che in questo momento è più grande della precedente esplodesse, mandando Wall Street alla bancarotta e che i prossimi soldi fossero impiegati per dare un tetto agli americani che vivono nelle tende.
3° Vorrei che per l’Africa si facesse qualcosa di concreto invece di fare concerti e aste di beneficienza dai ricavati con dubbia destinazione.
P.S. Tranne George Weah che con i suoi soldi è tornato in patria a dare una mano non conosco molti altri benefattori. http://it.wikipedia.org/wiki/George_Weah
4° Vorrei in Italia un costruttore di auto straniero e vorrei che l’Alfa fosse venduta.
5° Vorrei che chi scende in piazza a manifestare per un aumento contrattuale avendo un posto sicuro e una posizione di tutto rispetto si vergognasse un po’.
6° Vorrei qualche pseudo politico, assessore, dirigente sanitario in meno e qualche scuola e asilo nido in più.
7° Vorrei un assegno di disoccupazione per tutti, in modo da permettere di sputare in faccia a chi offre lavoro per poche centinaia di euro.
8° Vorrei che tutti voi che siete arrivati a leggere fin qui, passaste un felice e sereno Natale. Auguri!!!
venerdì 11 dicembre 2009
La Suina
Quando venni messo al corrente dai nostri integerrimi e solerti mezzi d’informazione del A1H1, mi misi alla ricerca dei sintomi di questa influenza. Ovviamente prestavo più attenzione ai soggetti femminili che maschili. Cercai di individuare come sintomi di questa malattia una scollatura esagerata, una gonna che sale, un ammiccamento, ma ahimè tutto questo io non l’ho mai riscontrato e quindi pensavo che fosse tutta una montatura. Voglio dire, c’è la suina e non trovo una che suineggia?
L’altro giorno nella sala d’attesa del medico, ho capito il madornale errore fatto con la suina. Sempre a pensare male io…
Caso ha voluto che tirassi fuori il fazzoletto per soffiarmi il naso e li le 20 persone presenti in sala mi hanno iniziato a fissare terrorizzate. La mia influenza che tra i vari sintomi da anche un forte raffreddore, mi ha messo al centro dell’attenzione….mi piace fare la star.
In quel momento ho realizzato, che l’influenza A non è altro che un forte raffreddore…… e si, perche anche un raffreddore può essere definito pandemia. Ogni volta che usciva il fazzoletto dalla mia tasca la cosa non sfuggiva.
Ad un tratto una signora presa dal panico ha aperto la porta della sala d’attesa che da sull’esterno, facendo entrare una fresca e salubre aria gelida. Una bellissima corrente d’aria che infastidiva non pochi. Il gelo si stava propagando in sala ed una bambina infreddolita con la sua spontaneità si alza e chiude la porta. Nulla da fare, la signora che sostava sulla porta intimorita dai vari germi, batteri, virus e chi ne ha più ne metta prende e la rispalanca.
Conclusione al sottoscritto è peggiorata l’influenza e qualcuno si è beccato un raffreddore.
Mi chiedo:
1 I bilanci delle aziende farmaceutiche come vanno?
2 Parte dei soldi finisce ai media che sono legati con le aziende farmaceutiche a doppio filo per via della pubblicità?
Infine possiamo dire che ci stanno salassando per bene visto che i vaccini li compra lo stato e lo stato siamo noi quando si tratta di pagare?
P.s. Dicono che il virus sia mutato o abbia mandato qualcuno in mutande, non ho capito bene visto come sono i mezzi d'informazione ultimamente.
L’altro giorno nella sala d’attesa del medico, ho capito il madornale errore fatto con la suina. Sempre a pensare male io…
Caso ha voluto che tirassi fuori il fazzoletto per soffiarmi il naso e li le 20 persone presenti in sala mi hanno iniziato a fissare terrorizzate. La mia influenza che tra i vari sintomi da anche un forte raffreddore, mi ha messo al centro dell’attenzione….mi piace fare la star.
In quel momento ho realizzato, che l’influenza A non è altro che un forte raffreddore…… e si, perche anche un raffreddore può essere definito pandemia. Ogni volta che usciva il fazzoletto dalla mia tasca la cosa non sfuggiva.
Ad un tratto una signora presa dal panico ha aperto la porta della sala d’attesa che da sull’esterno, facendo entrare una fresca e salubre aria gelida. Una bellissima corrente d’aria che infastidiva non pochi. Il gelo si stava propagando in sala ed una bambina infreddolita con la sua spontaneità si alza e chiude la porta. Nulla da fare, la signora che sostava sulla porta intimorita dai vari germi, batteri, virus e chi ne ha più ne metta prende e la rispalanca.
Conclusione al sottoscritto è peggiorata l’influenza e qualcuno si è beccato un raffreddore.
Mi chiedo:
1 I bilanci delle aziende farmaceutiche come vanno?
2 Parte dei soldi finisce ai media che sono legati con le aziende farmaceutiche a doppio filo per via della pubblicità?
Infine possiamo dire che ci stanno salassando per bene visto che i vaccini li compra lo stato e lo stato siamo noi quando si tratta di pagare?
P.s. Dicono che il virus sia mutato o abbia mandato qualcuno in mutande, non ho capito bene visto come sono i mezzi d'informazione ultimamente.
giovedì 5 novembre 2009
Storie
In un ospedale è possibile incrociare tante storie. Innumerevoli persone affollano la struttura e si muovono come in un grande formicaio, ognuna con i propri pensieri e la propria storia. Basta prestare attenzione a ciò che avviene attorno a noi per apprendere tante cose.
Capita di vedere un anziano con il volto gonfio dall’età e con sguardo smarrito seduto su una panchina con una coppietta e passando ascoltare il ragazzo che dice : ”Papà comunque andranno le cose per mamma, adesso mettiamo una donna a casa.”.
Oppure s’incontra in un corridoio una ragazza ventenne che va a trovare l’unico genitore rimasto e spiega con le lacrime agli occhi cosa sta attraversando.
Una signora che viene a trovare l’amica che non ha più nessuno ed inizia ad elencare le sfortune capitate negli ultimi mesi.
Il tutto sembra quasi una realtà alternativa alla nostra, come se fosse un’altra dimensione. La domanda da porsi è sempre la stessa. Quale è la realtà?
Quella che ci circonda nel nostro piccolo mondo o quella più ampia che si svela davanti a noi entrando in un ospedale?
Qualsiasi sia la nostra personale risposta a questa domanda, quello che conta è godersi la compagnia delle persone care attorno a noi.
Non contano né vacanze né i ristoranti, ma i 4 cari amici attorno ad un tavolo con cui brindare, la propria ragazza da stringere a se e sopratutto i nostri cari, stressanti e insopportabili genitori. A queste persone che s’incrociano non resta che augurare buona fortuna, consapevoli del fatto che la loro realtà potrebbe diventare la nostra.
Capita di vedere un anziano con il volto gonfio dall’età e con sguardo smarrito seduto su una panchina con una coppietta e passando ascoltare il ragazzo che dice : ”Papà comunque andranno le cose per mamma, adesso mettiamo una donna a casa.”.
Oppure s’incontra in un corridoio una ragazza ventenne che va a trovare l’unico genitore rimasto e spiega con le lacrime agli occhi cosa sta attraversando.
Una signora che viene a trovare l’amica che non ha più nessuno ed inizia ad elencare le sfortune capitate negli ultimi mesi.
Il tutto sembra quasi una realtà alternativa alla nostra, come se fosse un’altra dimensione. La domanda da porsi è sempre la stessa. Quale è la realtà?
Quella che ci circonda nel nostro piccolo mondo o quella più ampia che si svela davanti a noi entrando in un ospedale?
Qualsiasi sia la nostra personale risposta a questa domanda, quello che conta è godersi la compagnia delle persone care attorno a noi.
Non contano né vacanze né i ristoranti, ma i 4 cari amici attorno ad un tavolo con cui brindare, la propria ragazza da stringere a se e sopratutto i nostri cari, stressanti e insopportabili genitori. A queste persone che s’incrociano non resta che augurare buona fortuna, consapevoli del fatto che la loro realtà potrebbe diventare la nostra.
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